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Perché prestare attenzione al fegato? Il fegato è un organo di vitale importanza che, silenzioso e attivo tutte le ore del giorno, svolge molteplici funzioni, sostenendo tutti gli organi, dal cuore, ai reni, al pancreas.. vediamone alcune tra le principali.

Il fegato secerne la bile: attenzione ai grassi

Il fegato è un vero e proprio laboratorio chimico che gestisce le sostanze nel sangue in modo da disattivare quelle dannose per l’organismo, mandarle in intestino o reni per la successiva espulsione. Lo scopo principale è quello di apportare sangue ripulito e opportunamente ossigenato al cuore e di conseguenza al cervello. In condizioni sfavorevoli, in cui è troppo sovraccaricato, il fegato arriva al punto di non poter più controllare le sostanze tossiche nel circolo sanguigno, con conseguente tendenza ad accumulare tossine al proprio interno o addirittura a non poterle più trattenere. Questa difficoltà di filtraggio  comporta un affaticamento del cuore e del sistema circolatorio in generale, che tende a subire un aumento della pressione sanguigna. Ma quali sono queste situazioni sfavorevoli? Prima su tutte, l’assunzione di grassi, ma anche eccessiva assunzione di farmaci o alcol, fumo e altre sostanze tossiche.

Quando assumiamo grassi, il fegato rilascia la bile, una sostanza complessa che permette di scomporli, di “scioglierli” (proprio come fa il detergente per i piatti), affinché vengano distribuiti mediante il flusso sanguigno all’organismo come fonte di energia. 

La qualità e la quantità dei grassi che assumiamo determinano quelle della bile, la cui composizione ideale è legata ad una dieta in cui non venga superata l’assunzione di “grassi buoni” del 15% (si tenga presente che per qualità dei grassi si intende la distinzione tra grassi saturi, insaturi, idrogenati…). 

Dunque, più grassi si assumono, più il fegato verrà sollecitato a produrre bile per sciogliere  grassi al fine di mantenere il sangue più fluido possibile e questo grave sforzo rende il fegato appesantito e meno capace di garantire un’ottimale ossigenazione del sangue a vantaggio della presenza dei grassi. Inoltre, l’apporto eccessivo di grassi porta ad accumulare gradualmente questi nel corpo, determinando steatosi con conseguenti problemi per gli organi che ne sono coinvolti, per cui OCCHIO AI GRASSI che si assumono! 

Il fegato  è coinvolto nel metabolismo degli zuccheri

Il fegato  stocca una riserva di zucchero sottoforma di glicogeno. Trattiene inoltre glucosio in quanto tale, che funziona peraltro da vero e proprio carburante per se stesso, ma che, in caso di bisogno, rilascia in circolo.  Tieni presente che il sistema nervoso centrale necessita glucosio per mantenersi efficiente, per questo, in assenza di glucosio disponibile, il fegato converte il glicogeno in glucosio per garantire la sua funzionalità. 

Anche in questa funzione non possiamo sottovalutare il ruolo dei grassi: più grassi circolano nel sangue, negli organi, nell’apparato digerente e nel sistema linfatico, più lavoro deve fare il pancreas nel produrre insulina per costringere il glucosio ad entrare nelle cellule aggirando la saturazione di grasso. 

Un flusso sanguigno ricco di grassi può compromettere il nutrimento (glucosio) del sistema nervoso. Si dovrebbe prestare attenzione a questa situazione perché può essere considerata una possibile condizione favorente l’insulino-resistenza.

Il fegato ha un ruolo importante nella detossificazione

Questa funzione lo rende a pieno merito degno di essere considerato un laboratorio chimico. All’interno del fegato particolari enzimi interagiscono con le molecole che giungono dall’apparato digerente per modificarne la natura e renderle inoffensive per il corpo.

Il fegato interviene nel metabolismo lipidico sintetizzando colesterolo e trigliceridi. Anche in questo caso, un accorgimento importante da tenere in considerazione è rappresentato dalla scelta della qualità dei grassi che si decide di assumere, affinché queste molecole, peraltro essenziali alla nostra vita, non giungano a livelli che potrebbero compromettere la salute del nostro sistema circolatorio.

Produce i fattori di coagulazione, i fattori di stabilizzazione del sangue e le molecole capaci di regolare l’assorbimento intestinale del ferro.

È coinvolto nel ciclo dell’urea, una serie di reazioni volte ad eliminare dall’organismo l’ammonio.

È un deposito per la vitamina B12, il ferro e il rame.

Si occupa dello smaltimento della bilirubina, prodotto di degradazione dell’emoglobina, attraverso la bile.

La salute del fegato previene vari fenomeni infiammatori, che si situano in zone diverse del corpo, pensa solo ai dolori articolari, all’artrosi 

Queste sono alcune delle funzioni del fegato, ma sono sufficienti a farci renderci conto di quanto importante sia “trattarlo bene”.  

Come possiamo aiutare il fegato a lavorare meglio?

Nella vita di tutti i giorni possiamo trovare degli accorgimenti per rendergli la vita più facile.

Uno di questi è la costante idratazione. Infatti, possiamo definire la maggior parte delle persone cronicamente disidratate. Un’abitudine preziosa da inserire nella quotidianità è quella di assumere a stomaco vuoto il mattino almeno 800 ml (meglio se 1 L) di acqua tiepida con del succo di limone. Consideralo un risciacquo, una doccia rigenerante per il fegato e per i reni, con l’effetto anche sgrassante dell’agrume. Bere acqua anche nel corso della giornata è una buona abitudine che, come potrai sperimentare, aiuta anche a sentirci più lucidi! 

A proposito di idratazione vorrei farti riflettere su qualcosa a cui ho prestato attenzione negli ultimi anni: tutte le volte al giorno in cui senti il desiderio di mangiare qualcosa, è veramente fame? Ho potuto sperimentare che quel languirino che spesso mi portava ad aprire il frigo o la dispensa spesso si seda se, invece, mi bevo un bicchiere d’acqua. Procedendo nei giorni con questa abitudine, mi sono resa conto che per molti anni ho confuso lo stimolo della fame con quello della sete!

Un altro prezioso accorgimento per aiutare il fegato è rappresentato dall’attenzione ai cibi che decidiamo di assumere. I tanto demonizzati zuccheri in realtà sono fonti di energia che, come visto poco fa, sono necessari al funzionamento del nostro corpo, specie per nutrire il sistema nervoso, i muscoli e Il fegato. Ci vengono incontro quando abbiamo bisogno di energia, sia essa fisica che mentale. Per zuccheri si intendono zuccheri semplici, ottenuti da frutta, e zuccheri ottenuti dai cereali, possibilmente integrali (quindi non raffinati, ma solo decorticati, la maggior parte dei quali necessita di un tempo di cottura che oscilla tra i 40 e i 45 minuti). Il vero problema è rappresentato dai grassi, la cui assunzione dovrebbe essere controllata sia rispetto la qualità che la quantità. 

Avendo il fegato un ruolo importante nel metabolismo di vitamine, un aiuto importante è rappresentato dall’assunzione delle verdure crude e cotte. Per salvaguardarne il più possibile le proprietà nutrizionali (vitamine e sali minerali), consiglio di porre attenzione ai sistemi di cottura! 

Altro buon metodo di assunzione delle verdure, è il frullato o l’estratto di verdure. Consiglio il frullato perché permette di mantenere le fibre, l’estratto perché, nonostante separi gran parte delle fibre, permette un prodotto non surriscaldato e povero di fibre come invece succede nella centrifuga.

Consiglio di limitare l’uso di latticini, per la presenza di grassi e proteine proinfiammatorie a livello soprattutto intestinale,

La salute del fegato passa anche attraverso il movimento fisico. Non serve esagerare, basta anche solamente una passeggiata ad andatura sostenuta per 30-40 minuti al giorno.

Il fegato nella medicina cinese

Il fegato risente di emozioni come la frustrazione, la rabbia repressa. Pertanto è importante cercare nella quotidianità di supportarlo, evitando, per quanto possibile, situazioni, anche relazionali, pesanti, in cui si generi un’energia stagnante, legata all’impossibilita di esprimersi e chiarirsi. Quando si vive la frustrazione, tendenzialmente si respira meno profondamente, anche a causa della contrattura di muscoli nell’area addominale, toracica, dorsale e questo si riflette in una riduzione dell’apporto di ossigeno, con conseguente diminuzione della vitalità.