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BIOMAGNETISMO

Si tratta di una tecnica di riequilibrio che consiste nell’applicazione di coppie di magneti su specifici punti del corpo, rilevati mediante test kinesiologici, che ha l’obiettivo principale di eliminare carichi bioelettrici disfunzionali, promuovendo il ripristino dello stato di benessere. Tale tecnica è stata scoperta e messa punto dal Dr Goiz, medico e Agopuntore messicano, padre del biomagnetismo medico, che sosteneva l’importanza del biomagnetismo per trattare sintomi, ma soprattutto cause della malattia. Goiz sosteneva che per ogni punto squilibrato verso l’acidità (predisponente un ambiente adatto a virus e funghi) ci debba essere un punto corrispondente e in risonanza, prevalentemente basico (predisponente un ambiente per la proliferazione di batteri e parassiti). I due punti comunicherebbero a livello elettronico, mediante un fenomeno che il medico denominò biorisonanza magnetica.

Il rapporto tra due punti del corpo che sono in risonanza varia durante l’applicazione dei magneti che, interagendo a livello magnetico e alterando anche il pH sottostante, determinano le basi per diminuire o annullare la possibilità da parte di microorganismi (virus, batteri, parassiti, funghi) di proliferare. Questo meccanismo di azione può altresì essere utile per correggere disfunzioni organiche e ghiandolari.

Proprio sulla variazione del pH si basò l’intuizione del Dr Goiz, secondo il dottor Gozi, andando ad agire con i magneti sui due punti, si indurrebbe una variazione del pH dei suddetti punti e una alterazione della capacità di comunicazione elettronica tra i punti. Considerando che virus, batteri, parassiti e funghi proliferano in condizioni precise di pH, ecco che l’alterazione ne determina un ambiente differente e a loro ostile, condizione che può favorire la soluzione del problema da loro creato. Per questo si parla di terapia che lavora sulle cause del disturbo.

Il biomagnetismo può essere considerato una pratica integrativa, perché può essere usato prima, durante e dopo un quadro di malattia, senza influenzare le raccomandazioni, il trattamento e il follow-up medico di base. Viene ritenuto una tecnica vibrazionale nel senso che in nessun momento alcun solido, liquido o gas è introdotto o estratto dal corpo. Il lavoro che avviene ad opera dei magneti consiste in un’interazione tra il campo magnetico proprio del magnete (applicato sul corpo del cliente con una polarità negativa o positiva, a seconda del risultato ottenuto dal test) e il campo magnetico emesso dal punto del corpo, sotto il quale il magnete è posto.

I magneti sono di solito di ferrite o neodimio con un campo magnetico che oscilla tra i 1000 e i 2000 Gauss posizionati sul corpo dell’utente, per un tempo approssimativo di 20-25 minuti a seduta.
Nella seduta di biomagnetismo, il cliente si sdraia sul lettino a pancia in su, senza togliere i vestiti. Il terapeuta esegue il test kinesiologico per trovare le coppie di punti dove applicare i magneti e in seguito applica i magneti. Si consiglia l’utilizzo di scarpe per agevolare il test kinesiologico.
Il biomagnetismo di per sé non ha controindicazioni, eccetto nel caso in cui il cliente sia portatore di pacemaker o altri dispositivi con batterie.
È altresì importante per il biomagnetista sapere se la persona è in stato di gravidanza e se ha subito terapie oncologiche negli ultimi 3 anni.